Trasformare il semplice diritto di superficie che, per legge, molti calatini hanno sui propri appartamenti costruiti con il sistema delle cooperative edilizie, in proprietà piena sugli immobili, svincolando così le abitazioni e “liberandole” da ogni diritto altrui. E' l'obiettivo a cui lavora l'Amministrazione comunale di Caltagirone “per andare incontro – spiega il sindaco Francesco Pignataro – alle legittime richieste dei tanti cittadini che hanno investito i frutti dei propri sacrifici nella costruzione di una casa e che si ritrovano nella paradossale situazione di essere non proprietari, me soltanto titolari del diritto di superficie”.
Questo diritto, secondo le previsioni della normativa in base alla quale sono state realizzate le costruzioni, ha una validità di 90 o, al massimo 99 anni, a conclusione dei quali la proprietà piena tornerebbe al Comune, che nel frattempo ne ha conservato la nuda proprietà. Una “Spada di Damocle”, quindi, che è bene eliminare.
“Stiamo mettendo a punto – spiega l'assessore comunale all'Urbanistica Domenico Palazzo – il bando con l'indicazione dei contenuti e delle modalità attraverso cui i cittadini possono fruire di questa opportunità, con la quale diamo seguito alle sollecitazioni pervenuteci dai rappresentanti di diverse cooperative edilizie e attuiamo quanto consentito dalla legge”.
I cittadini potenzialmente interessati sono parecchie centinaia, forse addirittura qualche migliaio. L'orientamento espresso a Palazzo dell'Aquila, sede del municipio calatino, è quello di fissare il più basso corrispettivo, rifacendosi pertanto ai parametri più appetibili fissati dalla normativa in materia, per rendere quanto più conveniente possibile l'operazione di “affrancazione”.
Caltagirone, 18 agosto 2010